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GEA RIDENS – la lettera di notizie de La Terra del Sorriso

GEA RIDENS – la lettera di notizie de La Terra del Sorriso

Editoriale
dalla Redazione

Nell’introdurre questo nuovo appuntamento con il pensiero, lo spirito e le azioni del gruppo che si è coagulato attorno a La Terra del Sorriso, vorrei condividere un pensiero sul momento storico che viviamo, mentre la piccola storia incontra la Grande Storia…

E’ GUERRA

Anche l’Italia, contro la volontà del popolo e in spregio al dettato costituzionale, è in guerra contro la Russia. Per ora il governo si limita a inviare armi offensive (gran parte delle quali vanno ad alimentare il circuito della mafia ucraina -fonte Franco Fracassi https://www.youtube.com/watch?v=-CKZ3mXFM5A) e

a tenere minacciosamente fanteria e bombardieri ai confini baltici. Mentre militari italiani “consigliano” in territorio ucraino…

L’ultima volta che soldati italiani hanno attaccato la Russia è stato un disastro completo: circa 85.000 tra morti, feriti e prigionieri (ottantacinquemila !!!!)

Mentre scriviamo ci rendiamo conto dell’assurdità delle mie stesse parole: 77 anni dopo, un olocausto dopo, 68 milioni di morti dopo, una dichiarazione dei diritti umani universali dopo… siamo qui a parlare di GUERRA ? Una parola che andrebbe cancellata dal vocabolario!

Eppure il cannone tuona in Ucraina.

Qualche dato di realtà: questa guerra antirussa (targata NATO) è iniziata nel 2014 con la strage di ucraini russofoni ad Odessa, i bombardamenti ucraini sui territori del Donbass (8.000 morti) e le provocazioni continue della NATO ai confini russi, tra cui -terribile- la creazione di decine di laboratori per la guerra batteriologica. Perché ci si stupisce se Putin (e con lui compatto il suo popolo) hanno reagito? Lo avrebbe fatto chiunque: immaginate cosa sarebbe successo se la Russia avesse messo laboratori di armi biologiche in Messico; armi nucleari a Cuba ed effettuato manovre offensive in Canada…

 Eppure molti continuano a credere al mostro-Putin.

A ben vedere la guerra della NATO (USA) è contro l’Europa, le sanzioni impoveriscono noi, il clima irrespirabile ci toglie libertà e lucidità. E’ il vecchio gioco geopolitico: separare la “colonia” Europa dalla Russia, poiché assieme tecnologia, know how, stile da un lato e materie prime e saldezza di valori, dall’altro, ci permetterebbero di vivere stabilmente bene.

Che fare?

Noi piccoli possiamo solo diffondere la verità storica, disinnescare la propaganda bellicista dei media, restare saldi nell’idea che qualsiasi conflitto si può risolvere pacificamente, se tutte le parti in causa lo vogliono…ed avere fiducia, perché potenti forze sono all’opera per disinnescare questa ennesima minaccia al genere umano.

IL LINGUAGGIO EMOTIVO DEI BAMBINI: LA STORIA DI ALESSIA

La vita interiore di un bimbo corre su due emozioni primarie: l’amore, da cui nascono tutte le altre emozioni positive,( fiducia, gioia, allegria, ottimismo, coraggio…) e la paura, di cui tutte le emozioni negative ( aggressività, invidia, tristezza…) non sono che una maschera.

Per capire le paure dei bimbi, dobbiamo appellarci al cuore.

L’intensità delle loro emozioni è di molto superiore alla nostra: il problema è che il loro io  piccino non li aiuta più di tanto a gestirle! Paura di  perdere i genitori, di rimanere soli, di non essere abbastanza buoni e bravi, paura di un mondo troppo grande e minaccioso per loro…paura del buio, dei mostri, irascibilità, inquietitudine, iperattivismo, difficoltà di concentrazione…sono alcune delle paure che i bimbi vivono e, soprattutto, alcuni dei linguaggi con i quali si esprimono. Qui c’è uno spartiacque importante, un territorio di confine nel quale decidere se avviare i bambini verso categorie diagnostiche che ne sanciscono l’uscita dalla normalità, oppure, mettere in campo la coerenza del cuore: il contatto fisico con le figure affettive di riferimento, il contatto empatico, ed il contatto emozionale, sono gli strumenti di cura da cui possono arrivare al bambino condivisione, sostegno, accoglienza, riconoscimento, amore, immagine positiva di sé (importantissimo!).

Cosa fare? Fermarsi ad ascoltare, accoglierli, andare oltre i comportamenti manifesti, decodificare la metafora del linguaggio del disagio che il bambino presenta. Avviare il dialogo dei cuori già nella prima infanzia significa tracciare un sentiero che potrà mantenersi per sempre nella vita.

Storia di Alessia

Alessia è una bambina di 10 anni. I genitori si rivolgono al nostro centro di pedagogia Olistica molto preoccupati. Da quasi un anno la bimba si è chiusa in se stessa, ha difficoltà di deglutizione e digestione. E’ diventata fredda anche con i suoi genitori, e con i nonni e le cuginette, che prima adorava. Mostra disinteresse nello studio. Ha ricevuto recentemente una diagnosi di DSA (Disturbo specifico dell’apprendimento).

Ricostruiamo la storia di Alessia in alcuni incontri con i genitori. La bambina ha avuto una sorellina tre anni prima. La mamma fin dalla nascita della piccola ha continuato sempre a lavorare, rientrando, come del resto il papà, a casa alle diciotto. Le bambine venivano riprese dai nonni, e tutta l’attenzione della mamma andava alla piccola : “Alessia ha sempre fatto tutto da sola, anche nei compiti! Così mio marito si dedicava alla cena e io alla casa e alla piccola” ci raccontavano.

Si, la causa del disagio di Alessia era il sentimento di paura della perdita dei genitori, la mancanza di contatto, la tristezza di non sentirsi amata. Operammo su due livelli: l’elaborazione del vissuto della bambina attraverso la fiaba, il disegno, le tecniche di rilassamento, una cura omeopatica, e la messa in campo da parte dei genitori di cambiamenti per ripristinare il contatto empatico nella relazione. A distanza di un anno, la bambina si è completamente reinserita nei rapporti con la classe, non ci sono più problemi da un punto di vista didattico. Non vi sono più disturbi di deglutizione né di digestione: non c’è più nulla ormai difficile da digerire.  

IL MISTERO NASCOSTO DIETRO OGNI RISATA (parte 1)

di Leonardo Spina

Solo il riso, l’uomo dall’animal distingue. E una frase dello scrittore comico Francois Rabelais che riprendeva un pensiero del grande Aristotele. Avevano ragione ? Come è possibile? Cosa altro può distinguerci dagli animali?

Il comunicare? L’uomo pensa e comunica in modo intenzionale attraverso un linguaggio (in realtà più linguaggi). Bene: la stessa cosa sanno fare i cetacei (balene, delfini) che con i loro suoni ed ultrasuoni comunicano a distanze enormi informazioni e significati ben precisi.

Forse ci distingue il costruire? Nemmeno per sogno: ci sono insetti altrettanto e forse più bravi di noi a creare strutture.

Il pollice opponibile? Nemmeno, ce lo hanno i primati, le scimmie.

Ma…nessun animale ride intenzionalmente come noi.

Certo, abbiamo la prova del fatto che essi sentano ed esprimano emozioni positive; alcuni cani, oltre a scodinzolare, “sorridono” esprimendo gioia e timore assieme; i gatti fanno le fusa; gli scimpanzè, se solleticati, emettono sbuffi di aria. Nessun animale, però, è in grado di cogliere una situazione buffa (cioè decodificare come tale uno stimolo uditivo o visivo).

Secondo alcuni bio-antropologi la prima risata fu emessa da qualche ominide al cessare di un pericolo, quando, cioè, era necessario scaricare l’aria troppo a lungo trattenuta nei polmoni ed, assieme, lo stress e la tensione, cioè una energia negativa compressa.

Questo comportamento si è poi affinato con l’evoluzione, ma resta, comunque, assai misterioso.

Infatti se da un lato siamo dotati di un MSI (Meccanismo Scatenante Innato) del ridere, un luogo del cervello dedicato a riconoscere e selezionare gli stimoli potenzialmente comici, dall’altro c’è, in questo, un aspetto relazionale fondamentale: come abbiamo imparato a capire cosa ci fa ridere e cosa no? In altri termini come si è formato quel MSI, così tanto soggettivo? Ci sono cose, infatti, per cui qualcuno ride e qualcun altro proprio non ce la fa.

Umberto Eco dichiarò: A capire perché si ride capiremmo il senso della presenza dell’uomo sulla Terra.

Nelle prossime puntate cercheremo di indagare maggiormente (fine 1° puntata).

NOTIZIE DA LA TERRA DEL SORRISO

Sempre attivo lo sportello d’ascolto OLOS. Attivato meno di due mesi fa ha già dato sostegno ad alcune famiglie, prese in carico dagli educatori olistici de La Terra del Sorriso. Info@laterradelsorriso.net 3479001526.

Elena, l’”acquisto” più giovane de La Terra del Sorriso è una infermiera veterinaria. Un giorno s’è presentata con una decina di uova fecondate, un’incubatrice e tanta pazienza… Risultato otto pulcini, oggi polletti vivono nel sontuoso pollaio semovente creato da “Manidoro” Alessandro. E la Vita continua!

L’Orto pian piano inizia a produrre. Manidoro ha imposto le mani e…si è ri-creata un’irrigazione a goccia che -data la cronica scarsità di acqua- è proprio quel che ci serve. Benny, Elena ed occasionalmente alcuni ospiti della TdS hanno appena ultimato la pacciamatura. Si aspettano risultati.

Arte! Stiamo lanciando un contest tra giovani artisti per trasformare le roulottes in spazi visuali e proposte di decoro dell’ambiente della TdS. Se sei un artista figurativo e vuoi ulteriori notizie:

EVENTI PROSSIMI VENTURI

-L’Allegria di Toro Seduto 12-17 giugno Campo per bambini

La notte di San Giovanni 24 giugno Festa, ritualità, raccolta del fiore di

                                                        iperico

L’energia della gioia 1-2-3 luglio ovvero: Ridere per vivere

Ridi che ti passa 10-15 luglio Campo estivo per adolescenti in forma

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