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LE EMOZIONI DEI BAMBINI

LE EMOZIONI DEI BAMBINI

LE EMOZIONI DEI BAMBINI

Amore e paura sono alla base di tutte le emozioni positive e negative…

Non so quanto la vostra memoria possa tornare indietro nel ricordare ciò che sentivate quando eravate piccoli…provateci! Provateci adesso, prima di continuare a leggere…..: è importante per sintonizzarci sulla stessa frequenza, ed essere così sicuri che la nostra comunicazione sarà significativa. Questo perché non vi sono parole che possano tradurre  le caratteristiche, la qualità o l’intensità delle emozioni dei bambini:  e parlarne razionalmente non è garanzia di comprensione! Per comprendere è necessario ‘sentire’.

Avete presente l’ innamoramento, un momento “alto”, quando la persona amata occupa un posto centrale  nei vostri pensieri ? Siete felici perché ricambiati, ed il distacco da lei/lui è tollerabile solo perché  già sapete quando vi rivedrete… ecco, questo è ciò che  “sente” un bimbo nella sua infanzia per mamma e papà.

Più è piccolo, maggiore è l’intensità; dai sei anni in poi c’è un poco più di elasticità, se il suo bisogno d’amore è stato saziato negli anni precedenti.

E’ proprio così… l’autonomia dei bambini è il risultato della loro  storia d’amore primaria, quella con mamma e papà: se la dipendenza e l’attaccamento hanno trovato risposta  nei genitori, il bambino già all’asilo potrà rimanere tranquillo e durante la scuola elementare l’aspetto cognitivo sarà libero di espandersi,  soddisfacendo i compiti richiesti ed il suo nuovo desiderio di crescere….

Riuscite sempre a mantenere vivo, dentro, il vostro sentimento di innamoramento? Perché, bisogna usare l’intelligenza del cuore per capire come faccia  un bimbo ad essere così incredibilmente vitale, gioioso, curioso, intraprendente, appiccicoso, perché mangia senza problemi, per quale motivo ha un giocattolo preferito, perché ama la sua casa e la sua stanza,  perché si volge ad un estraneo occhi negli occhi parlandogli col cuore,  e come mai ride così facilmente…

Torniamo a questo punto al nostro esempio iniziale:  non sarebbe sano né naturale rimanere per tutta la vita nella fase dell’innamoramento. Dopo un periodo di tempo più o meno lungo il rapporto si evolve  nella fase successiva, quella dell’amore: la reciprocità del sentimento permette serenità, apertura della coppia verso l’esterno,  differenziazione delle identità e autonomia, realizzazione personale anche nella dualità.

Così anche il bambino pian piano  comincia ad articolarsi, pur mantenendo centrale il sentimento per i genitori  sperimenta altri innamoramenti ed amori, una maestra o un compagno di scuola, un personaggio di un cartone animato o un animale, in un percorso che lo porterà per tentativi ed errori ad entrare in quella fase tempestosa e turbolenta che sarà l’adolescenza .

La vita interiore di un bimbo corre su due binari: l’emozione positiva primaria, l’amore, da cui nascono tutte le altre emozioni positive,( fiducia, gioia, allegria, ottimismo, coraggio…) e l’emozione negativa primaria, la paura, di cui tutte le emozioni negative ( aggressività, invidia, tristezza…) non sono che una maschera.

Anche qui, per capire le paure dei bimbi, dobbiamo appellarci al cuore.

L’intensità delle loro emozioni è di molto superiore alla nostra: il problema è che il loro io  piccino non li aiuta più di tanto a gestirle! Paura di  perdere i genitori, di rimanere soli, di non essere abbastanza buoni e bravi, paura di un mondo troppo grande e minaccioso per loro…paura del buio, dei mostri, irascibilità, inquietitudine, iperattivismo, difficoltà di concentrazione…sono alcune delle paure che i bimbi vivono e alcuni dei linguaggi con i quali si esprimono.

Cosa fare? Fermarsi ad ascoltare, accoglierli, andare oltre i comportamenti manifesti, per aiutarli ad esprimere ciò che sentono, è già sufficiente nella maggior parte dei casi per tornare alla serenità: l’amore,  l’attenzione, la vicinanza delle figure di riferimento sono l’intervento terapeutico davvero più efficace ed incisivo. E gli adulti devono mettere in conto che i momenti di disagio sono enormi opportunità di costruzione ed aggiustamenti dell’io, passaggi normali nel percorso di crescita, affrontarli quindi senza spaventarsi, soprattutto: scegliere di tutelare i bambini dalla deriva psichiatrica contemporanea, dove categorie diagnostiche e trattamenti farmacologici sono pronti a sostituire la cura attraverso la relazione d’amore.

Avviare il dialogo dei cuori già nella primissima infanzia significa tracciare un sentiero che potrà mantenersi per sempre nella vita, specialmente se accompagnato dalla libertà  di viverlo spontaneamente.      

Sonia Fioravanti, psicoterapeuta olistica