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PEDAGOGIA OLISTICA: ASPETTI TEORICI E METODOLOGICI

PEDAGOGIA OLISTICA: ASPETTI TEORICI E METODOLOGICI

Il nostro metodo olistico, PERCS, nasce nel 1990.

Poggia inizialmente le sue fondamenta sulla PNEI (PsicoNeuroEndocrinoImmunologia), sulla psicobiologia, sulle neuroscienze, sull’antropologia. Si è andato poi arricchendo nel tempo (2006-2017) con le ricerche e gli studi delle Nuove scienze, ed è stato validato -nella sua applicazione in contesto ospedaliero- attraverso due ricerche sperimentali.

Le Nuove Scienze, in particolare la fisica quantistica, hanno permesso di superare i confini angusti della concezione materialistica della vita, dimostrando in modo scientifico e, per la prima volta, in accordo con la sapienza dei Popoli Nativi e della saggezza orientale, che l’ universo nel quale viviamo è una realtà olografica, ed è la nostra Coscienza a creare la realtà.

Il nostro universo è vivo, permeato di una Energia sottile che nei secoli è stata definita, per fare qualche esempio, Ch’i, Yin e Yang, Prana, Energia orgonica, Hado. E’ la vibrazione su cui si costruisce la vita, in ogni suo aspetto. L’Essere Umano risulta essere un’Entità spirituale che si articola-in questa dimensione- mediante diverse funzioni: fisica, psicologica, emotiva, relazionale.

In questa chiave, la Vita biologica fonda la sua esistenza (anti-darwinianamente) sulla cooperazione e collaborazione con ogni altra forma di vita, e su una vibrazione precisa: quella della frequenza dell’amore e della gioia.

Ogni essere umano è unico nella sua soggettività, e contemporaneamente, connesso a ciascun altro essere umano attraverso la Coscienza di specie, ed al Tutto mediante l’Energia sottile.

Il compito per cui l’essere umano si è incarnato è così sia di ordine individuale che collettivo.

RELAZIONE PEDAGOGICA OLOGRAFICA ED EMPATIA

La parola pedagogia viene dall’unione delle parole greche paidos e agos.

Il paidos è il fanciullo, dalla radice originaria PU/PAU (non è chiaro se dal sanscrito) che significava anche generare, procreare, nutrire.

E’ a questo essere, (che è fatto e si fa contemporaneamente), dunque, che arrivano le “attenzioni” dell’agos : l’adulto che lo accompagna e che ne ha la responsabilità.Dunque, chi è il maestro?

Anche qui, aiutiamoci con l’etimo della parola. Essa deriva semplicemente dal latino comparativo di magnus: magis, quindi sarebbe colui che fa più grande, aumenta. Che cosa? Ciò che è latente, quel che già esiste, le risorse innate, l’identità animica.

E MAG è la stessa radice di mago che viene da MAATI (sanscr.), anche qui ingrandire. Per estensione: onorare, festeggiare. Così il Magister/Magus conosce la“Scienza”, fusione di spiritualità e saperi antichi e contemporanei, e li “onora e festeggia” insegnandoli al paidos, la “piccola anima”. Questa, così, deve essere,infatti, non solo aumentata (governata, migliorata, fatta crescere), ma anche onorata e festeggiata. E divenendo – infine- questo il senso del lavoro (magari di una vita)dell’agos, il Magister/Magus, in questo modo onora e festeggia anche sé stesso.

Nella metodologia della pedagogica olistica, definiamo olografica ed empatica la relazione fra maestro/docente e allievo.

La relazione olografica è il contesto energetico in cui operano le metodologie e le tecniche di intervento della pedagogia olistica.

Tale relazione viaggia sulle frequenze della gioia e dell’empatia (veri e propri campi di energia sottile), e sulla capacità del maestro/docente di percepire e comprendere.

Emozioni, stati d’animo e credenze che favoriscono così la soggettività e l’evoluzione dell’allievo secondo il suo piano animico, stimolando in esso non solo più, dunque, il piano materiale e razionale, ma le stesse risorse relazionali collegate all’intuito e al sentire.

I contenuti didattici trovano così il terreno migliore per essere trasmessi e accolti, diventando stimoli perché l’allievo possa incontrare e riconoscere i propri talenti e sviluppare le proprie passioni.

L’autorevolezza e la perizia del maestro nascono dal riconoscimento e dalla valorizzazione dell’allievo, cui viene restituita la piena integrità.

Il maestro/docente è dunque colui che individua, custodisce e permette energeticamente lo sviluppo dell’ identità animica dell’allievo: in tale ottica è possibile interpretare e trasformare gli ologrammi disarmonici e dissonanti col questo piano animico, i disagi di ordine psico-emozionali, relazionali, sociali espressi in sintomi (ad esempio sindromi/malattie) o comportamenti devianti (ad esempio, il bullismo).

Se dunque questo è il modello di relazione olistica tra docente e discente, il rapporto con il gruppo degli allievi sarà egualmente improntato al riconoscimento della soggettività, stavolta del gruppo classe, nel quale sarà favorito il modello biologico cooperativo/collaborativo.

Quando  esistono e perdurano contesti intrisi di emozioni negative in cui appare difficile lo sviluppo di quelle relazioni, è possibile trasformarli attraverso le tecniche provenienti dalla pedagogia olistica, dalla gelotologia e dalla nuova psicologia, al fine di ripristinare l’equilibrio della salute sociale e personale sull’onda della vita, nella centratura della gioia, come prevede la Natura.